I vetri autopulenti funzionano con la pioggia o serve il sole?
Il processo di autopulizia si attiva grazie alla luce solare, mentre la pioggia completa l'opera di rimozione dello sporco.
La luce solare, in particolare i raggi UV, attiva il rivestimento in biossido di titanio. Questo processo, chiamato fotocatalisi, scompone lo sporco organico depositato sul vetro, come polline, smog o residui di insetti, rendendolo meno aderente e più facile da rimuovere. Successivamente, la pioggia entra in gioco: grazie alle proprietà idrofile del rivestimento, l’acqua non forma goccioline ma si stende uniformemente sulla superficie, creando un “velo” che trascina via lo sporco decomposto.
Quindi, per una pulizia efficace, è necessaria l’azione combinata di entrambi gli elementi naturali. Il sole prepara il terreno degradando lo sporco, mentre la pioggia lo lava via. È importante notare che i vetri autopulenti riducono significativamente la frequenza di pulizia, ma non la eliminano completamente, soprattutto in presenza di sporco inorganico o residui più ostinati. Chi pianifica l’ installazione di nuovi infissi con questa tecnologia dovrebbe considerare questa dinamica per ottimizzarne i benefici.