In questo articolo parleremo di…
- Il deterioramento del silicone degli infissi comporta problemi di efficienza energetica, infiltrazioni d’acqua e danni estetici all’abitazione, rendendo necessaria una sostituzione tempestiva per prevenire complicazioni maggiori;
- La rimozione efficace del silicone richiede l’uso combinato di calore per ammorbidire il materiale, attrezzi specifici come taglierino e spatola, e prodotti solventi per eliminare i residui ostinati, procedendo con pazienza e attenzione;
- La scelta degli strumenti e dei prodotti per la rimozione del silicone deve considerare il materiale degli infissi per evitare danni, e la fase finale di pulizia con alcool è fondamentale per assicurare una perfetta adesione del nuovo sigillante.
Quando il silicone non sigilla più correttamente, aumentano spifferi e umidità, con conseguenze sui consumi energetici e sull’isolamento domestico: ecco come sostituirlo
Se hai notato che il silicone attorno al telaio degli infissi è diventato nero, si sta screpolando o peggio staccando, non puoi perdere tempo: devi rimuoverlo, ma senza fare danni.
La rimozione del silicone vecchio è una delle operazioni più temute dai proprietari di casa: il rischio di rovinare gli infissi c’è, inutile nasconderlo. Però, con le tecniche giuste e gli strumenti adeguati, può diventare un lavoro alla portata di tutti.
In questo articolo scoprirai come affrontare questa operazione senza stress e senza danneggiare i tuoi preziosi infissi, imparando i metodi più efficaci utilizzati anche dai professionisti del settore.
Leggi anche: Come pulire gli infissi in alluminio senza rovinarli: consigli pratici ed efficaci
Il problema del silicone vecchio negli infissi
Il silicone sui nostri infissi serve a sigillare le giunzioni tra telaio e muro, impedendo ad aria, acqua e spifferi di entrare in casa. Con il passare del tempo questo materiale si deteriora naturalmente. L’esposizione costante agli agenti atmosferici, ai raggi UV e agli sbalzi di temperatura lo fa invecchiare: crepe, distacchi e antiestetici annerimenti dovuti alla formazione di muffe sono le conseguenze più evidenti.
Quando il silicone non svolge più la sua funzione protettiva, gli spifferi aumentano i consumi per riscaldare o rinfrescare la casa, mentre l’umidità che penetra può causare danni seri. Non è raro che un silicone deteriorato porti a infiltrazioni d’acqua o crei le condizioni favorevoli alla formazione di muffa negli angoli delle finestre.
Inoltre, il silicone annerito o screpolato peggiora l’estetica della casa, anche quando gli infissi sono in perfette condizioni.
Il problema è che molte persone rinviano la sostituzione del silicone per paura di combinare disastri. Il silicone infatti è progettato per aderire fortemente alle superfici e resistere nel tempo: ciò lo rende un ottimo sigillante, ma anche ostinatamente difficile da rimuovere senza gli strumenti e le tecniche appropriate.

Rimuovere il silicone vecchio dagli infissi: la tecnica e gli strumenti giusti
Rimuovere il silicone vecchio senza danneggiare gli infissi è possibile se si seguono alcune regole e buone pratiche, dotandosi degli strumenti adeguati e di un po’ di pazienza.
Prima di tutto è importante ammorbidire il silicone indurito utilizzando un asciugacapelli, mantenendo una distanza di sicurezza per non surriscaldare il telaio dell’infisso. Il calore rende il materiale più malleabile e facilita la rimozione meccanica. In alternativa, durante i mesi più caldi, si può sfruttare il calore naturale del sole per ammorbidire il silicone nelle ore più calde della giornata.
Per rimuovere fisicamente il silicone servono poi un taglierino, con una lama nuova e affilata, una spatola specifica per siliconi e un raschietto di plastica. Il taglierino serve per fare dei tagli precisi lungo i bordi del silicone, creando punti di presa per poi staccare intere sezioni. È importante utilizzare sempre lame nuove perché quelle usurate tendono a strappare il materiale invece di tagliarlo nettamente.
La spatola ha una forma studiata appositamente per seguire le curve e gli angoli tipici delle sigillature, mentre il raschietto di plastica evita di graffiare le superfici delicate. Esistono anche utensili specializzati chiamati “cutter per silicone” che combinano lama e spatola in un unico strumento, rendendo il lavoro più efficiente.
Durante il lavoro, come accennato, serve un bel po’ di attenzione e pazienza. Intanto, bisogna sempre tagliare nella direzione che si allontana dal corpo, mantenere un angolo costante tra la lama e la superficie e procedere lentamente, passo passo, senza fretta. Un approccio metodico garantisce risultati puliti e previene danni accidentali al telaio o al muro circostante.
Una volta rimossa la parte principale del silicone, è probabile che rimangano dei residui ostinati attaccati al telaio e al muro. Per eliminarli completamente esistono prodotti specifici chiamati rimuovi-silicone, disponibili in formato spray o gel, solventi che sciolgono i residui più sottili senza aggredire i materiali degli infissi. I prodotti in gel hanno il vantaggio di rimanere più a lungo sulla superficie, permettendo un’azione più prolungata sui residui più tenaci.

La scelta del prodotto va fatta in base al materiale dei tuoi infissi. Per gli infissi in PVC è fondamentale usare solo prodotti compatibili che non danneggino la superficie plastica, mentre per i serramenti in alluminio si può essere meno rigidi nella scelta del solvente. Nel caso di infissi in legno servono prodotti ancora più delicati per non rovinare la finitura o alterare il colore del legno.
Prima di iniziare il lavoro, non bisogna dimenticare di proteggere le superfici circostanti con del nastro carta, così da evitare graffi accidentali e mantenere pulite le zone che non devono essere toccate. È importante scegliere un nastro che non lasci residui collosi quando viene rimosso.
Durante la rimozione può capitare di incontrare zone dove il silicone è particolarmente tenace, soprattutto negli angoli o dove è stato applicato in spessori maggiori. In questi casi non bisogna mai forzare eccessivamente rischiando di danneggiare il supporto, ma piuttosto applicare di nuovo del calore localizzato e utilizzare piccole quantità di rimuovi-silicone per ammorbidire ulteriormente il materiale.
La fase finale di pulizia è altrettanto delicata. Dopo aver completato la rimozione bisogna pulire accuratamente tutte le superfici con alcool denaturato per eliminare ogni traccia di residuo e preparare le giunzioni per l’applicazione del nuovo silicone. Solo su superfici perfettamente pulite e sgrassate il nuovo sigillante potrà aderire correttamente e durare nel tempo.
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Rimozione del silicone vecchio: una nuova sigillatura per i tuoi infissi
Rimuovere il silicone vecchio e malandato dai tuoi infissi è un lavoro da fare periodicamente per mantenere alta l’efficienza energetica e preservare l’estetica dei serramenti. Con le tecniche giuste e un po’ di pazienza puoi ottenere risultati professionali senza correre il rischio di danneggiare i tuoi infissi.
Ricorda che dopo la rimozione avrai bisogno di applicare un nuovo silicone di qualità per ripristinare la perfetta sigillatura: la scelta del prodotto giusto e la corretta applicazione sono altrettanto importanti quanto una rimozione ben fatta.
Se preferisci affidarti a mani esperte o se durante il lavoro emergono problemi più complessi, non esitare a consultarci: contattaci subito.
Rimuovere il silicone vecchio dagli infissi: FAQ
Perché è importante rimuovere il silicone vecchio dagli infissi?
Il silicone deteriorato causa spifferi, infiltrazioni d’acqua e perdita di efficienza energetica. Inoltre, può favorire la formazione di muffa e rovinare l’estetica degli infissi, anche se questi sono in buone condizioni.
Quali strumenti servono per rimuovere il silicone vecchio senza danneggiare gli infissi?
Servono un asciugacapelli per ammorbidire il silicone, un taglierino con lama nuova, una spatola specifica per siliconi e un raschietto di plastica. È utile anche un prodotto solvente per eliminare i residui ostinati.
Come si puliscono le superfici dopo la rimozione del silicone vecchio?
Dopo la rimozione, pulisci accuratamente le superfici con alcool denaturato per eliminare ogni traccia di residuo. Questo passaggio è fondamentale per garantire una perfetta adesione del nuovo sigillante e assicurare che duri nel tempo, evitando problemi futuri di tenuta e infiltrazioni.